Attualità

La Velostazione al secondo posto nel premio Go Slow 2021

La Redazione
La struttura nasce dalla necessità di garantire un luogo di comodo approdo per tutti coloro che trovano nell'uso della bicicletta la forma più vantaggiosa di spostamento
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Lo studio LSB Architetti Associati, con il progetto della Velostazione di Corato, si è classificata al secondo posto nella sezione "Progetti realizzati 2021" del premio Nazionale Go Slow 2021, uno fra i più longevi e prestigiosi riconoscimenti nazionali, rivolto ai progetti dedicati alla realizzazione di infrastrutture leggere, volte a migliorare la qualità della vita nei contesti urbani, a connettere le aree interne e marginali, nonché ad integrare gli elementi di pregio ambientale e paesaggistico di destinazioni di turismo sostenibile, accogliendo la più ampia pluralità di fruitori nel segno dell'accessibilità universale, che vanta per il terzo anno consecutivo il supporto di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo.

La Velostazione, che è stata costruita tramite contributo finanziario a valere su P.O.R. Puglia 2014-2020 Asse IV “Energia sostenibile e qualità della vita” azione 4.4 – Interventi per l’aumento della mobilità sostenibile nelle aree urbane e suburbane,  si pone nell’ottica della riqualificazione urbana dell’area e nasce dalla necessità di garantire un luogo di comodo approdo per tutti coloro che trovano nell’uso della bicicletta, la forma più vantaggiosa di spostamento. «Un premio meritato quindi e che da pregio allo studio di architettura e alla città intera» si legge in una nota del Comune.

«Siamo molto soddisfatti di questo risultato e per tale motivo voglio ringraziare chi, con me vi ha lavorato: i progettisti dello studio LSB Architetti Associati, Architetti Luca Pugno e Simone Pugno, il R.U.P. dell'Ufficio del Comune di Corato, Francesco Soleti e  i consulenti dello Studio Tecnico Associato Ing.  Michele Masciavè e Geol. Michele Mangialardi, l'ing. Mario Carlone e il Geom. Luigi Scaringella» dichiara il progettista, architetto Beppe Dell'Aquila. «La Velostazione di Corato è il primo passo concreto verso una nuova stagione, quella della Mobilità Sostenibile (inclusiva e eco responsabile). I temi che a vario titolo ruotano intorno alla cultura ed all’impiego della ciclabilità sono quelli dell’ecologia urbana, a partire dal rispetto dell’ambiente, con una particolare attenzione rivolta alla mobilità sostenibile, alla mobilità urbana, alla fruizione lenta del patrimonio storico culturale dei nostri territori e alla rigenerazione urbana.

Una delle ragioni dell’intervento è quella di attribuire alla nuova Velostazione di Corato un significato fortemente simbolico in grado di accattivarsi l’attenzione dei cittadini (dagli adulti ai più piccoli…) introducendo un elemento architettonicamente legato all’identità del luogo e del contesto storico/culturale locale (la forma architettonica della copertura infatti richiama le tipologie delle chiese medievali, romaniche, ma anche una capanna dei giochi costruita in un boschetto, il tutto come se fosse immerso in una fiaba). Il progetto è stato, infatti, pensato con un alto grado di adattabilità al contesto: si è optato per una distribuzione planimetrica in grado di evitare l’abbattimento degli alberi esistenti, tramite la costruzione di un insieme ripetitivo a moduli identici in grado di perseguire anche una certa essenzialità costruttiva».

«Faccio i miei complimenti all'Architetto Beppe Dell'Aquila e a tutti coloro che hanno lavorato alla progettazione e realizzazione della Velostazione» afferma il sindaco, Corrado De Benedittis. «Adesso che l'opera è stata ultimata e consegnata lavoreremo per la sua apertura garantendone la piena funzionalità. L'obiettivo è quello di inserirla anche nei percorsi delle ciclovie del Parco Nazionale dell'Alta Murgia e in tal senso sono in corso accordi con l'ente Parco. La Velostazione deve, inoltre, diventare un riferimento importante  per la mobilità sostenibile della nostra città, dobbiamo incentivare l'uso delle biciclette rendendo certamente le nostre strade più sicure ma favorendo anche un  cambio di mentalità per cui si incominci a lasciare l'automobile e ad optare per mezzi di spostamento ecocompatibili e salutari».

martedì 16 Novembre 2021

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Angelo R.
Angelo R.
7 mesi fa

Bla bla bla……..ora è abbandonata a se stessa!

Gaetano Bucci
Gaetano Bucci
7 mesi fa

Mai lette tante castronerie per un'opera cittadina inutile, brutta, e forse anche pericolosa. Hanno fatto male a realizzarla e stanno facendo peggio ad esaltarla come intervento urbanistico-architettonico. Un'opera che nelle forme, nei materiali, nel contesto urbano e nella nostra storia non ci “azzecca” un fico secco. Il sindaco la elogia, chissà per quale arcano motivo. Ma fa malissimo. Ora, infatti, spetta a lui renderla operativa e fruibile. Ci riuscirà? Abbiamo molti dubbi, specie dopo la eliminazione, questa sì opportuna, delle fasulle piste ciclabili…

Gaetano Bucci
Gaetano Bucci
7 mesi fa


Sulla mobilità e sul piano del traffico in realtà a Corato, a parte gli spot elettorali, siamo ancora all'anno zero. Anzi sotto zero, visti il dissesto stradale e gli ingenti danni che esso provoca e che il Comune si ostina a non riconoscere.
Basta ipocrisia!

luigimt
luigimt
7 mesi fa

un aborto

Aldo
Aldo
7 mesi fa

Ma ce sciam' facenn'…?! Ma veramente pensiamo a queste velleità? Ma fatemi il piacere?! A cosa serve questo altro 'riparo”… Un ulteriore luogo di abbandono, degrado e non voglio aggiungere altro…

nerdrum
nerdrum
7 mesi fa

allo studio lbs architetti associati, è stato riferito che la velostazione è già diventata un orinatoio pubblico? è stato riferito che a corato manca un solo metro di pista ciclabile a norma? è stato riferito che la velostazione, come dice anche il sindaco, ha unicamente un significato “fortemente simbolico” e che nn servira a nulla?

Pier Luigi
Pier Luigi
7 mesi fa

Quando diventerà fruibile la Velostazione di Corato?

Ba Pep da corato
Ba Pep da corato
7 mesi fa

Ma a cosa serve tanto i bagni pubblici ci sono

io
io
7 mesi fa

Se è diventata un orinatoio è perché i nostri amati concittadini non hanno ancora imparato a stare al mondo in maniera civile. Probabilmente il loro modello di città è la favelas.
Proporrei una raccolta fondi per offrire loro, ed a quelli che abbandonano rifiuti per le vie periferiche, un biglietto di sola andata per il sud america, ricco di favelas, in modo da renderli liberi e felici di sguazzare tra immondizia ed escrementi.