Il personaggio

Dopo 45 anni, l’ultima volta di Gerardo Resta: «Donare è un gesto insostituibile»

La Redazione
Dopo 45 anni
Alla soglia dei 70 anni, che compie ad ottobre, Gerardo Resta ha donato il suo sangue per l'ultima volta, terminando così il suo percorso da donatore per raggiunti limiti d'età. Era donatore dal 1975
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«Sai, non ci pensi finché non arriva quel momento. Non dico che mi sono commosso, ma si è chiusa una grossa parentesi della mia vita». Alla soglia dei 70 anni, che compie ad ottobre, Gerardo Resta ha donato sangue per l’ultima volta, terminando così il suo percorso da donatore per raggiunti limiti d’età. Il professor Resta e l’Avis sono legati da uno spesso filo rosso. Donatore dal 1975, parte del direttivo dal 2001 e per 8 anni presidente della sezione coratina dell’associazione.

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I ricordi corrono a ritroso, verso gli anni delle prime donazioni e ancor più indietro, quando il prelievo di sangue era molto diverso e meno sicuro rispetto ad oggi. «Da bambino erano molto comuni le trasfusioni dirette, effettuate in casa. Su due barelle donatore e ricevente venivano collegati a delle cannule con una siringa particolare. Mia sorella donò così. Il sangue si donava all’occorrenza, quando serviva e non esistevano ancora le sacche per la conservazione. Addirittura chi aveva bisogno di soldi, lo dava in cambio di denaro. Siccome in famiglia avevamo già donato, a 18 anni fummo convocati per la prima volta al Policlinico di Bari».

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La prima donazione con l’Avis risale al 1975. «Mi ero trasferito a Milano per lavoro. All’epoca si pubblicizzava la trasfusione coi banchetti davanti alle chiese. Mi tesserai. Si andava in parrocchia e alla fine, ci davano un panino con la mortadella e un bicchiere di vino o del marsala allungato con l’acqua». A Corato, invece, l’Avis non c’era. Nacque nel 1981 con padre D’Angelo e il dottor Leone. «Quell’estate tornai a Corato per le vacanze e mi ritrovai casualmente alla riunione preparatoria a via Andria. Padre D’Angelo mi faceva portare Lo Stradone ai coratini che risiedevano a Milano e seppe della mia esperienza con l’Avis».

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Gerardo Resta torna a Corato nel 1985, continuando a donare. Nel 2001 entra a far parte del direttivo, direttamente come vicepresidente, carica che ricopre per tre anni prima di diventare presidente per otto anni. «Dall’inizio del mio cammino con l’Avis coratina sono cambiate tante cose. È cresciuta la consapevolezza dell’utilità della donazione. Nel 2001 non ne riuscivamo a fare neanche mille. Oggi viaggiamo sulle 2.500, che diventano 3mila grazie all’apporto della Fratres. È cambiato anche il modo di accedere alla donazione. Siamo stati tra i primi in Puglia a sviluppare la prenotazione on line».

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Dopo 112 donazioni nell’arco di 45 anni, il professor Resta continuerà a collaborare con l’Avis. «Donare è un gesto insostituibile. Nonostante qualche tentativo di riproduzione in vitro, il sangue non si può fabbricare in laboratorio, quindi è fondamentale donarlo anche perché, negli ultimi anni, sono stati introdotti nuovi tipi di interventi e cure che necessitano di tanto sangue. Ci sono tante persone che sono vive grazie alle trasfusioni. Solo questo dovrebbe rendere la donazione naturale».

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venerdì 8 Ottobre 2021

(modifica il 3 Agosto 2022, 2:34)

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fc
fc
10 mesi fa

Complimenti a Gerardo.

saponetta
saponetta
10 mesi fa

faith in humanity restored…

Umberto Galassi
Umberto Galassi
10 mesi fa

AVIS CORATO – RESTA GERARDO. UN LEGAME INDISSOLUBILE. GRAZIE.

Roberto Colonna
Roberto Colonna
10 mesi fa

Se conosci Gerardo questo suo straordinario dono non ti stupisce affatto. Eppure è una cosa fuori dal comune, che desta ammirazione oltre ogni misura. In oltre sessant’anni che conosco Gerardo non l’ ho mai sentito profferire una parola che non fosse appena gentile, non l’ho mai visto arrabbiato. Invece sì dimostra sempre disponibile e sinceramente contento di rivederti seppure di rado. Speriamo che accada ancora per molti anni a venire.