L'intervista

L’addio di Buonsante: «Non lascio per problemi interni, ma non sono stata protetta dagli attacchi»

Giuseppe Cantatore
Giuseppe Cantatore
Federica Buonsante
L'ex assessore Federica Buonsante spiega così le sue dimissioni​.​ «Considerando che non avevo un ufficio di riferimento, ho dovuto fare sempre tutto da sola. Inadeguata? Sì, per le vecchie dinamiche a cui si era abituati»
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«Ho lasciato l'assessorato per le mie aspirazioni professionali e umane. Nessun problema interno, salvo difficoltà iniziali di adattamento seguite dagli episodi di diffamazioni ingiustificate in cui sono stata coinvolta e che hanno sicuramente influito sulla mia serenità. Ma non mi sono sentita protetta nè supportata durante gli attacchi ricevuti, forse non ho coltivato bene i rapporti politici per garantirmi la protezione immediata». E poi: «Considerando che non avevo un ufficio di riferimento, ho dovuto fare sempre tutto da sola. Sono inadeguata? Sì, per le vecchie dinamiche a cui si era abituati». Federica Buonsante, ormai ex assessore alla Città Internazionale e Cultura giovanile, spiega così le dimissioni dall'incarico che sono state formalizzate giovedì scorso con una lettera indirizzata al sindaco e alla giunta. Nel frattempo, in attesa di capire chi la sostituirà, il sindaco ha trattenuto per sé la delega.

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Partiamo dalla fine: cosa ha determinato le sue dimissioni? Nelle dichiarazioni riportate all'interno della nota inviata due giorni fa dal Comune, lei fa riferimento ad impegni di lavoro, ma che vi fossero problemi anche di altra natura è apparso abbastanza evidente.

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La questione è puramente legata alle mie aspirazioni professionali e umane. Non miro alla carriera politica, ma ho sposato il progetto di quest’amministrazione perché credo nella persona che è Corrado De Benedittis, nella causa giovanile e perché potessi apprendere qualcosa sul sistema italiano. Nessun problema interno, quindi, salvo difficoltà iniziali di adattamento seguite dagli episodi di diffamazioni ingiustificate in cui sono stata coinvolta e che hanno sicuramente influito sulla mia serenità. Non faccio il burattino per lavoro e la mia tranquillità non è in vendita. Ma ho già pubblicamente espresso il mio disagio rispetto alle ultime vicende. Episodi così spiccioli, però, non sono la ragione per cui ho deciso di andare, seppur cronologicamente legati. Era una decisione già in divenire da tempo, perché ho un mio progetto di vita da realizzare. Mi dispiace che sia accaduto così, dando l’impressione che questa fosse una reazione. Ma sono sicura che chi mi conosce anche un po’ lo sa. Ciò che pensano gli altri purtroppo non lo posso controllare è perciò non può essere un mio problema.

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Secondo alcuni, la sua lettera di dimissioni sarebbe stata inviata già il 9 agosto scorso, salvo poi finire in un cassetto. È così?
nNon so chi lo affermi e di quale lettera si stia parlando. Forse voci un po’ ricamate. Non ero neanche a Corato quando sono successe quelle cose. Come dicevo, la questione era da tempo in divenire.

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Nell'agosto scorso diverse forze politiche di opposizione (tra cui Nuova umanità e Lega) avevano pubblicamente chiesto le sue dimissioni, poi respinte dal sindaco, in seguito alle accuse di mancata condivisione nell'organizzazione del concorso "Futuro prossimo" e dopo il bando della Regione Puglia per i giovani creativi che lei si era aggiudicata per un suo progetto personale nato mesi prima. Richieste di questo tipo sono mai arrivate, ovviamente in maniera informale, anche dall'interno della maggioranza? Si è sentita supportata e difesa in quella circostanza?
nMi riservo il diritto di non rispondere a questa domanda. O almeno in parte. So soltanto che sono state organizzate riunioni a tema senza la mia presenza, che non mi sono sentita protetta nè supportata durante gli attacchi, ma mi assumo le mie responsabilità per questo. Forse non ho coltivato bene i rapporti politici per garantirmi la protezione immediata, ma è sempre stato chiaro che non volessi entrare in merito alla vita di partito.

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Lo sfogo social pubblicato in quei giorni sembrava già preludere alle dimissioni. Cosa l'ha spinta ad andare avanti nonostante quello che stava accadendo attorno a lei?
nVolevo lasciar passare la rabbia, non potevo prendere la cosa così d’impulso.

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Che clima ha percepito, in generale, all'interno della giunta e della maggioranza? Il dibattito, spesso polemico, che in questi mesi si è sviluppato sui social, ha condizionato il lavoro quotidiano?
nCerto che lo ha condizionato. Non si può lavorare in un ambiente del genere. Si è bravi a parlare quando si sta comodamente seduti a casa propria a non fare un cavolo con il telefono in mano e a giudicare l’operato di gente che si impegna come passatempo. Questa mentalità è la rovina di questa città, non chi l’amministra ma chi giudica gli altri che si sforzano di cambiare anziché voler bene al proprio paese e supportare. In altri paesi chi governa viene rispettato per la scelta e la responsabilità che ricopre, ci sono umanità e compassione. Qui si fa e si raccoglie cattiveria e critiche fatte solo per dare aria alla bocca. Se il focus fosse il bene per la città, le questioni sarebbero altre come la criminalità, la sporcizia e il tempo libero.

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Non avendo precedenti esperienze politiche, con quale prospettiva è stata avvicinata prima di ricevere l'incarico da assessore e cosa è stato realizzato di quella prospettiva?
nSono stata chiamata a partecipare in seguito a diversi incontri e scambi avuti dopo le elezioni con Corrado De Benedittis e Antonella Varesano. Sono tornata con esperienze nel campo dell’arte pubblica e della ricerca in ambito governativo. Ragion per cui mi ritrovavo con la visione della diaspora giovanile avendola io stessa incarnata, della bellezza urbana e della cura. Le cose però non sono andare nelle direzioni sperate. Fisicamente questo è stato un anno di impostazione. Le politiche giovanili non avevano un sistema prima. Ho dovuto studiare prima la letteratura – intesa come stato dell’arte -, settore a me un po’ ignoto. Per poi creare le prospettive: creato un regolamento, gruppo di discussione, ridisposto lo sportello informagiovani e candidato uno spazio al bando Luoghi Comuni. Altre sono state piccole azioni. Ma, considerando che non avevo un ufficio di riferimento, ho dovuto fare sempre tutto da sola.

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Quello che ha ricoperto fino all'altro giorno è evidentemente un ruolo molto esposto: cosa risponde a chi dice che lei era una figura inadeguata? Si è sentita al "suo posto" all'interno della giunta? In un post pubblicato ieri sui social (visibile integralmente più in basso) scrive: «avevo iniziato a raccontarmi la storia che questo ruolo potessi incarnarlo a mio modo».
nDico che avevano ragione: inadeguata per le vecchie dinamiche a cui si era abituati fino a quel momento. Ed è per questo che all’inizio mi sentivo fuori luogo. Ma poi ho capito perché Corrado mi aveva scelto. Se si voleva dare un segnale di cambiamento, era giusto che ci fosse qualcuno fuori dai soliti giri, credo.

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Alla fine come giudica il suo lavoro di questi mesi? Quale ritiene sia la traccia più importante che lascia?
nNon ho ancora una risposta. Continuerò a supportare l’amministrazione e terminare le azioni già iniziate, per vedere i semi germogliare ci vorrà tempo.

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Queste dimissioni possono secondo lei rappresentare una sconfitta per il progetto dell'amministrazione di avvicinare e far entrare i giovani nelle dinamiche politiche della città?
nNo, anzi. Io continuerò ad aiutarli, anche se non formalmente coinvolta, con modalità più confacenti. Mi dispiace andare via con il cuore a metà. Voglio continuare ad esserci, ma con il giusto distacco.

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Il post pubblicato ieri sui social da Federica Buonsante

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sabato 2 Ottobre 2021

(modifica il 3 Agosto 2022, 2:43)

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catald one
catald one
10 mesi fa

in parte hai ragione: adattarsi a vecchie logiche è come voler mettere un'adolescente a fare il bibliotecario, come togliere il fap ad auto di nuova generazione … hai ragione anche sulla mancanza d protezione: ma sai com'è, l'ape regina si fa proteggere dalle sue operaie e manco per l'anticamera del cervello si frapporrebbe tra una minaccia e una sua suddita in caso di pericolo, perchè l'ape regina è appunto l'ape regina …anche negli scacchi, i pezzi nobili non difendono mai alfieri e torri …

Gino
Gino
10 mesi fa

U VIT…. Piano piano si stanno scoprendo gli altarini….

elettore coratino
elettore coratino
10 mesi fa

Da tutto ciò si deducono 2 cose: che è stata fatta fuori da una parte della maggioranza e che l'altra parte della maggioranza che avrebbe dovuta proteggerla dagli attacchi non l'ha fatto.

Dad
Dad
10 mesi fa

Dai che non è morta!

Antonio.m
Antonio.m
10 mesi fa

Cominciano a volare gli stracci…

Mba Luig
Mba Luig
10 mesi fa

Come sempre ci sono alcuni personaggi che interpretano le parole a modo loro e traggono le conclusioni che alla loro parte politica fanno più comodo. Ma questi personaggi ormai sono vecchi e seguono ancora le vecchie dinamiche tanto che loro invece si fanno proteggere non dall:ape regina ma dall 'apone.

Mba nunzi
Mba nunzi
10 mesi fa

Ho sempre pensato che con la filosofia non si va da nessuna parte (vedere l ora legale di ficarra e picone)

nerdrum
nerdrum
10 mesi fa

leggo: …assessore alla città internazionale ed alla cultura giovanile… ho letto bene? se ho letto bene, mi chiedo che assessorato è? di cosa si interessava la ragazza? cosa avrebbe dovuto produrre? con chi interagiva? il nulla, immerso nel poco di una amministrazione sinistroide. slogan, sogni ed utopie. anche da qui si capisce l'approccio ai problemi della città, tutto ideologico. nel frattempo corato è sporca, ha strade disastrate, uffici comunali latitanti, cimitero cadente, servizi sociali lenti, sicurezza zero, verde curato quando qualcuno si sveglia, traffico di tipo afgano…insomma stavamo meglio quando stavamo peggio.

Salvatore Patruno
Salvatore patruno
10 mesi fa

Si è tolta un peso!!!!

G. R.
G. R.
10 mesi fa

Non capisco una cosa… se Lei caro ex assessore aveva già questi progetti a cui avrebbe dato priorità assoluta , rispetto al suo incarico, mi chiedo perché Lei abbia accettato la nomina. Si è sentita lasciata sola e abbandonata? Beh anche noi cittadini di Corato nutriamo gli stessi sentimenti; il Sindaco ha promesso tanto in campagna elettorale e ora si vedono i frutti… IL NULLA.

Giuseppe Z.
Giuseppe Z.
10 mesi fa

Molti dicono, anche tra i vicini all'amministrazione regnante, che De Benedittis sia sotto tiro del nuovo Pd. Quindi morta demos e rimettiamo in moto resta il Pd dei “nuovi”. Vedi l'alleanza con Sala. Prof. De Benedittis può fare un semplice passo: si dimetta o azzeri la giunta chiamando gente che sa reperire fondi e che sia in grado di gestire la cosa pubblica. La giunta è vittima di diktat monopartitici.

Guido
Guido
10 mesi fa

Ma adaver.Quando entri in politica devi avere i palloni sotto .E potere ragazzi potere.Quello che questa amministrazione non ha.Solo tante parole messe bene.

Pier Luigi
Pier Luigi
10 mesi fa

“In altri paesi chi governa viene rispettato per la scelta e la responsabilità che ricopre, ci sono umanità e compassione. Qui si fa e si raccoglie cattiveria e critiche fatte solo per dare aria alla bocca. Se il focus fosse il bene per la città, le questioni sarebbero altre come la criminalità, la sporcizia e il tempo libero.”

Ben detto, nulla da aggiungere.