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Un viaggio introspettivo con il jazz di Michele Fazio

Angela Iannone
Un viaggio introspettivo con il jazz di Michele Fazio
Con il suo ultimo progetto musicale "Free" immerge Piazza Abbazia in una soffusa atmosfera di jazz
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Il secondo appuntamento di Gusto Jazz vede protagonista il pianista e compositore Michele Fazio, originario di Grumo Appula, che con il suo ultimo progetto musicale “Free” immerge Piazza Abbazia in una soffusa atmosfera di jazz.

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Pianista versatile e poliedrico, Fazio si è fatto apprezzare dal grande pubblico per la sua collaborazione accanto a grandi nomi come Patty Pravo, Francesco Tricarico, Gianluca Grignani, ma soprattutto per aver lavorato accanto al suo “amico di sempre” Sergio Rubino, per il quale ha firmato le colonne sonore dei film “Tutto l’amore che c’è” e “La guerra dei cafoni”.

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Accanto a Michele Fazio ci sono Giorgio Vendola al contrabbasso e Mimmo Campanale alla batteria. Non passa inosservata l’incredibile sinergia dei musicisti sul palco che entrano in completa simbiosi con il brano suonato, trascinando gli spettatori in una grande capacità compositiva che vede intrecciarsi musica classica e il jazz di grandi maestri come Bill Evans e quello “stride” di Jaki Byard capace di trasformare un assolo in una storia dallo sviluppo imprevedibile.

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Undici brani originali accomunati da eleganza e fluidità del tocco pianistico costituiscono un viaggio introspettivo, capace di catturare e affascinare gli uditori tra malinconia e senso del ritmo, che culmina in una struggente reinterpretazione di “Nel blu dipinto di blu”, con il quale il pianista pugliese rende omaggio alla sua terra e a Domenico Modugno.

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«Il jazz è continua ricerca e contaminazione di stili. – racconta il musicista Michele Fazio – Necessita di essere influenzato e di continuare ad influenzare. Il jazz non va visto come un genere fine a sé stesso, ma sempre aperto a nuovi orizzonti».

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«Reinterpretare il brano “Nel blu dipinto di blu” è stata una delle cose più difficili che abbia mai fatto, perché è un brano famosissimo e riarrangiato ormai in tutte le salse e in tutti generi possibili. Così ho deciso di renderlo una ballad jazz, sfumandolo di romanticismo e malinconia. Cosa diversa per il cinema invece. Scrivere colonne sonore per i film è qualcosa che nasce quasi spontaneamente. È lì che avverti la sensazione di libertà e la potenza della musica: quando si lascia trasportare dalle immagini».

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«Fare musica è qualcosa che non puoi spiegare razionalmente, non esiste il genio che all’improvviso illumina la mente e ti consente di scrivere musica dal niente. Free è un anelito di libertà compositiva ed espressiva, è il risultato di un viaggio di emozioni che ho raccolto in tutti i miei viaggi di questi ultimi anni. Viaggi che mi hanno regalato emozioni e consapevolezze mai provate prima. Quando sono tornato a casa ho elaborato quell’intuizione sul pianoforte e quelle emozioni sono diventate musica».

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venerdì 23 Luglio 2021

(modifica il 3 Agosto 2022, 5:19)

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