L'analisi

Studenti dispersi: a Corato oltre cento ragazzi abbandonano la scuola. I dirigenti: «Dad deleteria»

La Redazione
Al Professionale una cinquantina di ragazzi sono scomparsi dai radar. Il Tecnico ha fatto registrare una ventina di casi, mentre al liceo artistico una quarantina di studenti hanno ampiamente superato il 25% di assenze nell'anno
7 commenti 3116

La scuola perde il contatto con i propri studenti e s'ingrossano le fila di chi abbandona. E anche a Corato si contano oltre cento ragazzi che hanno smesso di frequentare gli istituti superiori cittadini. L'emergenza sanitaria che da oltre un anno ha trasformato radicalmente il mondo dell'insegnamento, ha portato anche ad un aumento deciso della dispersione scolastica, con la "scomparsa" di una buona fetta di alunni, complice la didattica a distanza.

Non ci sono dati ufficiali ma, secondo le testimonianze raccolte da Repubblica, è emerso che il fenomeno della dispersione ha subìto un'impennata al Sud Italia. Per "studente disperso" si intende chi non ha più partecipato alle attività scolastiche, non presentandosi in classe quando era possibile e non si è collegato per le lezioni a distanza. Insomma, chi è sparito completamente dai radar. 

Anche a Corato i dirigenti scolastici sono concordi: c'è stato un aumento dei casi di abbandono, del numero di assenze ingiustificate. In generale, sul lungo periodo, la didattica a distanza si è rivelata deleteria.

«Al liceo classico il fenomeno non si è presentato, mentre al Professionale su un'iniziale 20% di desaparecidos, siamo riusciti a recuperarne la metà durante l'anno scolastico. Ad oggi, quindi, circa una cinquantina di ragazzi non hanno partecipato alle lezioni. Numeri sicuramente più alti rispetto al normale», commenta la dirigente Angela Adduci. «La mancanza della didattica in presenza è stata deleteria» aggiunge. «Abbiamo provato a fornire tutto il supporto possibile, sia tecnologico, con tablet e schede a chi non se lo poteva permettere, sia psicologico, con l'intervento di uno specialista. Molti studenti hanno fatto ricorso allo psicologo messo a disposizione dalla scuola: segno di un fenomeno molto grave che ha colpito la psiche dei ragazzi». 

«Non abbiamo ancora le percentuali esatte – spiega Nunzia Tarantini, dirigente del tecnico Tannoia – ma per la sede di Corato mancano all'appello una ventina di studenti, soprattutto delle prime classi. Abbiamo tentato tutte le strade per recuperarli. Alla fine siamo stati costretti a segnalare».  Ad oggi, in classe, si è presentata solo una trentina di persone, mentre il resto continua a seguire le lezioni da remoto. «C'è anche un altro problema – aggiunge la Tarantini – : moltissimi si connettono ma non appaiono in video. Dicono che hanno difficoltà di connessione o non hanno un dispositivo adeguato. Noi abbiamo messo a disposizione un centinaio di pc e di connessioni, ma molti sono rimasti a scuola».

Anche il liceo artistico ha dovuto fare i conti con un aumento delle ore di assenza. Sono una quarantina gli studenti con un numero di assenze non giustificate di molto superiore al limite consentito del 25% e che non verranno ammessi agli scrutini. Tra questi anche i pochi che non hanno mai partecipato alle lezioni, segnalati al Comune. «A dire il vero abbiamo allargato leggermente le maglie – spiega il preside Savino Gallo – perché abbiamo tenuto conto delle difficoltà di connessione di alcuni studenti. Se avessimo dovuto tener conto del criterio del 25% avremmo dovuto bocciare il 40% degli alunni. Con la Dad abbiamo cercato di fare il meglio possibile in una situazione di emergenza ma non è attività didattica a tutti gli effetti. Gli studenti non riescono a mantenere la giusta soglia di attenzione e sta venendo meno la socialità della didattica in presenza. Chi paga maggiormente questa situazione sono gli studenti che ne hanno più bisogno».

martedì 8 Giugno 2021

(modifica il 23 Marzo 2022, 10:46)

Argomenti

Notifiche
Notifica di
guest
7 Commenti
Vecchi
Nuovi Più votati
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
Maria P.
Maria P.
1 anno fa

Il messaggio però andrebbe indirizzato al primo responsabile della DAD in Puglia: il Presidente Emiliano.

Aldo
Aldo
1 anno fa

Quindi la causa è la Dad…xcio la risposta è teniamo sui banchi i ragazzi fino a 30-35 anni cos' nessuno impara i mestieri, diventano e fanno tutti i fighettini con la paghetta di papà, poi però facciamo i servizi giornalistici dei mestieri che nessuno vuole fare e che le aziende cercano manodopera specializzata…Sì a 30 anni dopo aver lasciato la scuola “dell'obbligo” uno si specializza e va incontro alle braccia delle aziende che ti chiamano…I mestieri, l'arte e soprattutto l'educazione al mestiere si impara da piccoli…È inutile avere uno studente che si trascina (perché ormai parte dai dirigenti scolastici l'ordine di non bocciare) sui libri e sui banchi quando potrebbe essere più portato ad imparare un mestiere, apprezzando il valore del denaro guadagnato col sacrificio proprio

Sim
Sim
1 anno fa

Per questi studenti ci sono corsi finanziati dalla regione….opportunità nelle aziende con contratti di apprendistato…il futuro x loro c'è …io a 35 anni non ho futuro .nessun corso di formazione le aziende non ti vogliono perché non hanno agevolazioni….pensate anche a chi ha più di30 anni

nerdrum
nerdrum
1 anno fa

studenti dispersi? dove? nel deserto? in mare? è disperso chi nn ha motivazioni e voglia. una scrematura naturale, senza che si portino avanti ragazzi/e nn motivati e privi di stimoli è una ottima cosa. scuola dell'obbligo sino alla terza media, per saper scrivere e leggere. il superiore a chi ci vuole stare, secondo le regole dell'educazione, del rispetto e delle attitudini di ognuno. nessuna sterile psicologia. il ragionamento è molto più semplice di come qualcuno lo vorrebbe far apparire. diversa è la questione economica. si economica, come il calcio mercato. gli istituti superiori x campare recluterebbero anche le scimmie. vi sembro fascista? se si, mi sono espresso male.

Maurizio
Maurizio
1 anno fa

Stiamo parlando di scuole superiori, quindi chi si è perso è perché non aveva nessun interesse a continuare, la colpa non è della dad, ma nella scarsa voglia di impegnarsi a portare avanti un programma di studio!
E come giustamente qualcuno ha scritto, è una scrematura naturale e ben venga, così vanno avanti ragazzi/e che hanno voglia di essere qualcuno nella vita e non quelli adatti solo a scaldare i banchi e a essere elementi di disturbo per gli altri durante le lezioni!

Rosanna Prisco
Rosanna Prisco
1 anno fa

Sta dad ha peggiorato solo le cose …forse prima era a metà è metà ora se proprio rotto tutto quanto…

Franco
Franco
1 anno fa

Cari Sim e Nerdrum si vede lontano un miglio che siete la stessa persona che scrive le stesse inesattezze con nomi diversi chissà perché. Forse per provare a convincerci che la “scrematura naturale” sia opinione diffusa.