Cultura

L’atrio di Palazzo Gioia, gemma coratina di Cortili Aperti

La Redazione
L’atrio di Palazzo Gioia
Sfiorati i 200 visitatori per l'esordio in presenza dell'associazione Archeoclub d'Italia "Padre Emilio D'Angelo" sede di Corato
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La voglia di uscire, di aprirsi all’altro e soprattutto di tornare a tuffarsi nella conoscenza della bellezza che ci circonda è tornata prepotente ieri con l’undicesima giornata Adsi dedicata a Cortili Aperti. 

Anche Corato ha accolto l’invito ad aderire all’evento, grazie alla locale sede dell’associazione Archeoclub d’Italia “Padre Emilio D’Angelo” che ha spalancato l’atrio di Palazzo Gioia, consentendo a quasi 200 visitatori di immergersi nella sua storia in totale sicurezza. Accolti a piccoli gruppi, con la giusta distanza e rigorosamente muniti di mascherina, gli ospiti – sia stanziali che provenienti dai paesi del circondario – hanno ascoltato l’affabulante narrazione dell’architetto Anna De Palma sul più imponente palazzo che la città di Corato serba nel proprio centro storico.

Tra le possenti colonne dell’atrio, in stile eclettico storicista, numerosi pannelli didattici esplicativi su origini e sviluppo della dimora nobiliare, secondo una certosina ricerca del prof. Pasquale Tandoi, arricchiti dalle straordinarie immagini dei suoi interni, raccolte dall’architetto De Palma per gentile concessione dei proprietari, e per la prima volta mostrate al pubblico. In un’ala del poderoso edificio, infatti, vivono ancora gli eredi dell’illustre famiglia che acquistò nel 1806 dal Duca Francesco Carafa “un recinto di fabbriche dirute che un tempo era castello”. 

Le ampie sale di rappresentanza e quelle destinate agli ospiti di riguardo, custodiscono ancora quanto di più prezioso è rimasto dell’epoca in cui il capostipite dei Gioia fece costruire l’elegante struttura, affidandone il progetto all’architetto Mastropasqua di Giovinazzo, affermato professionisti del Regno di Napoli. Negli ambienti si susseguono: volte mirabilmente dipinte da mani esperte che ritraggono figure di donne velate, allegorie della notte e ameni paesaggi, suppellettili sontuose – simili a quelle del palazzo/museo Principe Guglielmo Romanazzi Carducci di Santo Mauro a Putignano – e persino una monumentale cucina a legna perfettamente funzionante. 

«Sono lieto – dichiara Michele Iacovelli, presidente Archeoclub d’Italia “Padre Emilio D’Angelo” sede di Corato – di aver ripreso il percorso di collaborazione con l’associazione Dimore Storiche Italiane interrottosi a causa della pandemia, proponendo una meraviglia di Corato che si può ammirare raramente ed averla potuta inserire tra i 23 siti dell’articolato patrimonio artistico monumentale privato della regione Puglia. Ancor più soddisfatto per il gradimento suscitato, vista l’elevata ed inaspettata affluenza di pubblico che, su prenotazione gratuita, ha voluto partecipare al nostro itinerario di conoscenza e valorizzazione. Mi complimento con Antonio D’Introno per l’organizzazione davvero impeccabile, nulla è stato lasciato al caso il cui impegno è stato davvero incessante dall'inizio alla fine. Ma anche ai soci Archeo presenti all’evento che hanno assicurato e garantito il regolare rispetto delle norme anti-covid favorendo altresì un'accoglienza sempre cordiale e gentile. Ringrazio il dott. Aldo Patruno, Direttore Generale Dipartimento Turismo, Economia della Cultura, Valorizzazione del Territorio – Regione Puglia, che inaspettatamente ci ha onorato della sua presenza. Cortili Aperti è stato soltanto il primo degli eventi in presenza programmati per il 2021. Altri seguiranno a breve e saranno tutti da non perdere».

lunedì 24 Maggio 2021

(modifica il 23 Marzo 2022, 12:24)

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