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Via cinque palme da corso Mazzini: tagliati i tronchi degli esemplari malati

La Redazione
Via cinque palme da corso Mazzini: tagliati i tronchi degli esemplari malati
​«Sceglieremo le essenze più idonee da mettere al loro posto» spiega Antonella Varesano, assessore alla qualità urbana e all'urbanistica, delega che include anche le politiche per il verde
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Via cinque palme da corso Mazzini. Dopo quasi 14 anni, cambia il colpo d'occhio della zona di basolato che si affaccia su Palazzo di città. Ieri, infatti, sono stati tagliati gli ultimi resti di cinque piante di cui ormai erano rimasti solo i tronchi. Ora ne rimangono solo altre cinque.

Le due palme più grandi, quelle collocate proprio all'inizio del corso, erano state piantate nel 2007 e avevano sostituito – non senza generare polemiche – i due pini che da tempo affondavano le radici a due passi da piazza Cesare Battisti. Donate al Comune e piantate nell'ambito «della riqualificazione del verde di corso Mazzini, per ingentilire quello scorcio della città» (come spiegò l'allora consigliere comunale e delegato al verde pubblico, Antonio Longo), le palme alla lunga non hanno resistito e sono cadute sotto i colpi dei parassiti. Tanto che lo scorso autunno i vigili del fuoco furono costretti a intervenire per tagliarne le chiome in seguito alla pericolosa caduta di un ramo, fortunatamente senza conseguenze per nessuno.

Ma adesso quali alberi verranno piantati al posto delle palme eradicate ieri?

«Stiamo avviando un rapporto di collaborazione con la facolta di agraria dell'università di Bari per realizzare un censimento, un Piano e un regolamento per la gestione del verde pubblico» spiega Antonella Varesano, assessore alla qualità urbana e all'urbanistica, delega che include anche le politiche per il verde. «Nell'ambito di questa valutazione, sceglieremo le essenze più idonee da mettere al posto delle palme».

Risale invece a quasi cinque anni fa l'abbattimento delle due grandi palme collocate su piazza Cesare Battisti (delimitate dalle panchine circolari in pietra bianca) e mai più sostituite. Nel 2016 l'amministrazione di allora lanciò anche un sondaggio on line per chiedere ai coratini quali essenze preferissero vedere in quel punto, ma alla fine non se ne fece più nulla. Per la cronaca, la scelta dei (pochi) votanti cadde sulla quercia rossa.

Recentemente le due aiuole sono state adottate dall'associazione Luisa Piccarreta ed è probabile che al posto delle palme verranno piantate due querce roverelle.

mercoledì 28 Aprile 2021

(modifica il 23 Marzo 2022, 12:57)

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Ss
Ss
1 anno fa

Era ora che qualcuno iniziasse a fare un po' di pulizia da quei relitti

Alex Supertramp
Alex Supertramp
1 anno fa

La Palma, tipico albero pugliese.!

Aldo
Aldo
1 anno fa

L'importante è tagliare… Prevenire no… Tanto chi lo deve sapere… La nostra città già sembra un comune colpito da una bomba atomica, aggiungi la “deforestazione” e abbiamo fatto l'en plein… Che bella eredità che stiamo lasciando: roghi, crateri lunari sulle strade, rifiuti utilizzati come arredo urbano ed extra-urbano… Di tutto di più… Sinceramente mi piange il cuore pensare a 35-40 anni fa e a come era bella e viva la nostra cittadina… Quando da piccolo passeggiavo coi miei genitori.. ora a mia figlia la porterò a vedere le rovine di Corato, senza andare in siti archeologici…

Pier Luigi
Pier Luigi
1 anno fa

Finalmente!

Gigi Gusto
Gigi Gusto
1 anno fa

Adesso però basta con le Palme! L'ex sindaco Perrone ci aveva riempito di palme che ovviamente si sono puntualmente ammalate

GIANDOMENICO DE ROSSI
GIANDOMENICO DE ROSSI
1 anno fa

IO PREFERIREI PIUTTOSTO DELLE MAGNOLIE, CHE OLTRE A RENDERE IL CORSO PIU' VERDE LO RENDEREBBE ANCHE FIORITO E PROFUMATO

Franco
Franco
1 anno fa

Ci sono specie di palme immuni all'insetto rosso. E ci sono alberi di ogni tipo gratis presso il vivaio dei Carabinieri della Forestale a Cassano Murge.

Angelo R.
Angelo R.
1 anno fa

Io piangere un bel frutteto!

dina di
dina di
1 anno fa

La Giunta De Benedittis dunque deve prima avviare un rapporto di collaborazione con la facoltà di agraria ,ecc.ecc.. Campa cavallo che l'erba cresce…Chissà a questo punto se i nostri figli riusciranno a vedere le nuove piante messe a dimora.
Ah Gino, tu sì che eri fattivo e pratico!

carlo mazzilli
carlo mazzilli
1 anno fa

ci vogliono essenze nostrane, querce, roverelle, termiti (sarebbero i salvaggi dell'olivo, non gli insetti) carrubi … non le palme, costose e delicate. ma in generale ci vorrebbe una manutenzione almeno abbozzata del verde pubblico, altrimenti, altra soluzione potrebbe essere l'adozione di alberi e piazzette da parte dei privati.

luigi mintrone
luigi mintrone
1 anno fa

non vi stà mai bene nulla, premetto che la giunta De Benedittis è molto lontana dalle mie idee politiche, le palme furono impiantate dalla giunta Perrone come anche i lecci e ben venga ma a mio avviso all'occorrenza “economica” andavano prelevate quelle in via Andria che resistono all'attacco del punteruolo e che hanno demolito quel marciapiede striminzito, poi ogni “esperto” ha le sue opinioni.

Giovanni la Quaglia
Giovanni la Quaglia
1 anno fa

Sicuramente come asseriscono i suoi fans Gino era fattivo e pratico anzi era troppo pratico tanto che alcune cose sono riuscite bene e altre invece sono riuscite meno bene o non sono riuscite affatto. La giunta De Benedittis cerca di fare le cose nel modo migliore seguendo le norme e le strade più adatte evitando approssimazione e scorciatoie e questo richiede tempi più lunghi ma porta a risultati più stabili e duraturi. Tutto si può fare velocemente se c'è volontà e collaborazione anche da parte di chi critica sempre e comunque. Se invece di Gino ci sta Michele, Giovanni, Filippo, Vito o Corrado non cambia niente purchè tutto sia fatto per il bene della città e dei cittadini.

Luca
Luca
1 anno fa

Se fossero state trattate adeguatamente non sarebbero state decimate dal batterio, e se non si interviene rapidamente con delle ditte specializzate temo che anche le altre piante faranno la stessa fine Ce poco da girarla sempre in caciara, pardon in politica