La storia

L’incredibile storia di Leonardo: anche grazie a lui un piccolo villaggio islandese sogna l’Oscar

Michele Lamarca
Michele Lamarca
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An Óskar for Húsavík: Óskar's Night
Il 25 aprile "Húsavík" sarà tra le cinque canzoni che si contenderanno una statuetta alla notte degli Oscar. Leonardo Piccione ha contribuito alla nomination con il soggetto di un video che ha spinto la canzone in finale
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Cosa hanno in comune Corato, Húsavík e la notte degli Oscar? Una piccola grande storia che ha per protagonisti un film candidato come miglior canzone, il piccolo villaggio islandese in cui è ambientato e un nostro concittadino, Leonardo Piccione, che a Húsavík ci vive per buona parte dell'anno e ha aiutato a "spingere" l'omonima canzone in un posto tra le cinque che andranno a competere per l'Oscar.

Leonardo è stato spesso ospite delle nostre pagine, sia per l'affascinante libro che racconta i vulcani d'Islanda, sia per la sua passione verso il ciclismo, che l'ha portato a co-fondare il portale Bidòn e a prendere parte al Giro d'Italia. Questa storia comincia in America. Will Ferrell, attore americano noto per diverse commedie hollywoodiane, decide di scrivere un film sull'Eurovision, la competizione canora europea per eccellenza. Nel 2018 si fa un giro a Lisbona, sede dell'edizione di quell'anno, per cercare storie e spunti interessanti. Alla fine, la spunta l'Islanda.

Eurovision Song Contest – La storia dei Fire Saga, parla di due musicisti di Húsavík, Lars (Ferrell) e Sigfrit (Rachel McAdams) che sognano di partecipare all'Eurovision e ci riescono, grazie alla morte di Tatiana (Demi Lovato), la cantante che doveva rappresentare l'Islanda al contest.

Ma perché Húsavík? Pare che dietro la scelta della città di pescatori, nota per l'osservazione delle balene che vivono lungo la costa, ci sia il suo toponimo. Molto meno islandese di tanti altri sicuramente più impegnativi da pronunciare e cantare. Nell'ottobre del 2019 l'imponente macchina organizzativa hollywoodiana arriva a Húsavík per girare alcune scene. «Qui la gente è più tranquilla rispetto a tante altre parti del mondo. Non fermano gli attori per strada, non chiedono autografi e non scattano selfie», racconta Leonardo che, per tre dei quattro giorni utilizzati per le riprese, era lì.

La città viene messa completamente a disposizione della produzione. Cast e troupe lavorano di giorno e la sera si rilassano nei locali della città. Così può capitare che Leonardo si ritrovi a bere una birra e a chiacchierare amabilmente con Pierce Brosnan, uno degli attori del film e sua moglie Keely. «Ovviamente mi ha chiesto che ci facessi io, italiano, da quelle parti. – ricorda Leonardo – Poi abbiamo parlato di meteo e di vulcani. Lui aveva recitato in Dante's Peak, un disaster movie che parla proprio di questo argomento. Sono venuti anche a visitare il museo dove lavoro».

La canzone candidata all'Oscar si intitola proprio "Húsavík" –  il pezzo che Lars e Sigfrit portano in finale – e che secondo il New York Times si trova a metà tra una potente ballata da Eurovision e la sua parodia. Eppure pare che in città sia stata un'altra canzone del film a fare furore: Jaja Ding Dong. «Un motivetto da Oktoberfest con un testo molto esplicito in ambito sessuale», racconta Piccione al Post. 

Jaja Ding Dong diventa anche il nome del bar ricavato sulla terrazza dell'albergo dove Leonardo lavora. Albergo che, assieme al Museo dell'esplorazione, è gestito da Örlygur Örlygsson. Rimane aperto solo d'estate perché da quelle parti la pioggia è frequente ed il bar è all'aperto. Sembrava essere finito lì, quel lungo anno hollywoodiano per la piccola cittadina islandese. Invece, a febbraio, l'Academy inserisce "Húsavík" nella rosa delle 15 canzoni preselezionate per l'Oscar.

Örlygur pensa: «Perché, a questo punto, non sponsorizzare la canzone?» e coinvolge Leonardo. Creano un sito dedicato e un video. L'idea della storia che viene raccontata è di Leonardo: «Il vecchio Óskar Óskarsson è l'unico Óskar in città e sogna l'arrivo di un altro Oscar, quello dell'Academy. Abbiamo pensato a tutte le sfumature del personaggio, ne abbiamo costruito l'albero genealogico ed è stato disegnato anche il bozzetto del suo antenato vichingo, alla fine mai apparso nel video». Sigurður, l'attore che impersonifica Óskar fa l'imbianchino ed è un attore teatrale dilettante.

L'idea – sovvenzionata con un piccolo contributo dall'ufficio dell turismo islandese – piace a Netflix e probabilmente è piaciuta tanto anche all'Academy. "Húsavík" è tra le cinque canzoni in gara per l'Oscar. «Quando abbiamo incontrato virtualmente i referenti di Netflix, – spiega Leonardo – ci hanno detto che il nostro lavoro è stato fondamentale per la candidatura. Noi abbiamo creato una storia nella storia, che prende questa canzone e la fa diventare il suo inno di socialità».

Di Húsavík e del sogno islandese ne parla tutta l'America: il New York Times, il Washington Post, il Financial Times, New Yorker e uno dei programmi mattutini più visti, Good Morning America. Allora Leonardo, Örlygur e tutti gli altri decidono di regalare un sequel a Óskar e realizzano un secondo video. «Qui ci sono anche io, faccio il postino della città». Non si sa se questo servirà a spingere Húsavík verso la statuetta. Di fatto tutta questa notorietà rappresenta un punto di svolta per la città. Örlygur e Leonardo si stanno adoperando per metter su un museo dedicato al film, con oggetti di scena donati da Netflix che del film è il produttore.

Intanto settimana prossima, il 25 aprile, scoccherà il grande giorno. Al Dolby Theatre saranno aperte le buste e assegnati gli Oscar. La città è in fermento ed è stato srotolato il red carpet lungo la strada centrale. Quella notte Húsavík sarà in collegamento con Los Angeles: il pezzo verrà eseguito proprio nel piccolo villaggio islandese. «Saranno tutti a guardarla in tv – dice Leonardo – anche se stiamo pensando ad una visione collettiva. Il giorno dopo le scuole rimarranno chiuse perché anche i più piccoli rimarranno svegli».

Leonardo ci sarà. Per lui sarà una sfida tutta pugliese con un'altra canzone in gara: "Io sì", cantata da Diane Warren e scritta da Laura Pausini. Fa parte della colonna sonora de "La vita davanti a sé", film girato a Bari. «Ho un coinvolgimento emotivo maggiore con Húsavík, per tutto quello che abbiamo fatto e per il significato che questa storia porta con sé. È come se si stesse assegnando il premio al villaggio. La cosa straordinaria è che questo Oscar non è più per la canzone ma per Húsavík».

lunedì 19 Aprile 2021

(modifica il 23 Marzo 2022, 13:01)

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