Cronaca

Covid e criminalità: a Napoli in prima linea c’è il Generale coratino Giuseppe La Gala

La Redazione
«Dobbiamo resistere, rispettando le normative e dobbiamo farlo insieme, senza cedere alle vie apparentemente più semplici. Sono certo che assisteremo a una ripresa» afferma l'ufficiale coratino al comando dei carabinieri di Napoli
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La malavita che tenta di infiltrarsi tra i ristori erogati alle aziende, il tessuto economico e imprenditoriale che ne risulta inevitabilmente inquinato, le speculazioni sul virus. Ma anche la criminalità minorile, le truffe e i reati informatici.

A tenere testa a questi e ad altri fenomeni criminali, nel complesso territorio di Napoli e in un periodo ancor più complicato quale quello della pandemia, c’è un coratino doc. È il Generale Giuseppe La Gala, da circa un anno e mezzo comandante provinciale dei carabinieri del capoluogo campano, dove è approdato dopo aver ricoperto lo stesso delicato ruolo sia a Roma che a Milano.

In una intervista al quotidiano “Il Mattino”, l’ufficiale coratino descrive quanto sta accadendo nel Napoletano, fornendo lo spaccato di una situazione certamente non dissimile da quanto si verifica anche in Puglia e nel Barese.

«La crisi di liquidità innescata dalla pandemia ha senza dubbio favorito una certa esuberanza della criminalità organizzata che da sempre mira a sfruttare e acquisire le aziende in crisi per riciclare i proventi illeciti» spiega il Generale La Gala. 

«In questa fase così difficile per la vita economica e sociale, le organizzazioni criminali sono in grado di immettere grandi risorse: denaro fresco che può essere impiegato sia nell’acquisizione di attività economiche in grave crisi di liquidità, sia occupando settori di impresa collegati all’emergenza sanitaria. Emergono quindi rischi di accesso di imprese collegate al crimine organizzato, ai finanziamenti garantiti dalla mano pubblica per consentire il ristoro e il rilancio dell’attività economica.

La camorra gioca su un doppio tavolo: quello per ripulire soldi sporchi e quello per aggredire i ristori, la pioggia di finanziamenti pubblici attesa dopo un anno di pandemia» prosegue il comandante. «Clan e impresa costituiscono un binomio che si è rafforzato all’ombra della grande crisi commerciale che ha ridotto in ginocchio interi settori dell’economia. I clan potrebbero tentare di acquisire le commesse per gli interventi di edilizia privata, nonché singole quote o la totalità del capitale sociale delle attività di impresa che non riusciranno a superare il periodo di crisi, specie quelle turistico-ricettive che nel periodo pre-crisi avevano effettuato ingenti investimenti.

Il nostro Comando Provinciale, attraverso le tutte sue articolazioni, sta effettuando una costante attività di monitoraggio sui movimenti di denaro, anche per quanto concerne acquisti e vendite di attività commerciali e turistiche, oltre che una mappatura delle attività imprenditoriali in odore di crisi e nei cui confronti emergano indicatori di rischio ed esposizione ad infiltrazioni criminali»

Essere attenti, su questo fronte, significa anche evitare che la stagnazione economica spinga gli imprenditori in difficoltà a cadere nella rete dell’usura. 

«Nel 2020, si è registrato un aumento, a causa della crisi economica, delle richieste di denaro a tasso usuraio ai gruppi più strutturati e dediti a tale tipo di attività» continua La Gala. «Questa situazione criminale, in relazione agli effetti dell’emergenza sanitaria, potrebbe ulteriormente accentuarsi, andando a impattare su un sistema economico già sofferente. In tale quadro, le endemiche sacche di povertà e la ridotta possibilità di disporre di liquidità finanziaria potranno ulteriormente rafforzare, nei prossimi mesi, il ruolo delle organizzazioni criminali come welfare alternativo allo Stato e punto di riferimento sociale. Le proposte offerte dal crimine organizzato possono risultare allettanti per le imprese in difficoltà, ma attenzione: rappresentano in realtà un abbraccio subdolo e “mortale” che finirà per soffocare quegli imprenditori. Le maglie sempre più strette dell’usura altro non fanno che soggiogare, portando al fallimento. L’unica soluzione possibile in tali casi, è guardare e affidarsi con fiducia allo Stato e agli strumenti da esso messi in campo, denunciando immediatamente questi tentativi di approccio. Lo Stato c’è e per gli imprenditori già caduti nelle maglie della criminalità mette a disposizione il fondo anti-racket gestito dal Viminale».

In questo periodo, la criminalità sembra mirare anche alle misure di sostegno che Unione Europea e Governo hanno in programma. «Il Recovery fund è senza dubbio la gallina dalle uova d’oro sulla quale i gruppi criminali più forti vogliono mettere le mani» sottolinea il Generale. «Bisogna evitarlo, proprio con un monitoraggio costante dei flussi di denaro e con il controllo del territorio».

Le insidie, acuite durante la pandemia, non finiscono qui.

«Nell’ultimo anno vi è stata una recrudescenza della criminalità minorile» racconta ancora l'ufficiale coratino al giornale napoletano. «In più, con la minore socializzazione causata delle restrizioni anti Covid, c'è il rischio che possa aumentare il cyberbullismo.  L’emergenza pandemica ha certamente contribuito ad esasperare anche situazioni di insofferenza e conflittualità all’interno delle mura domestiche, con relativo aumento degli episodi di maltrattamenti e violenze di genere. Sensibile è stato l'aumento delle truffe agli anziani, un reato odioso che colpisce la fascia più fragile della popolazione. Nel 2020 si è registrata anche una maggiore incidenza di reati informatici e telematici, alla luce dell’elevato ricorso ai mercati on line per l’acquisto di beni e servizi ed il recapito dei prodotti a domicilio. La rete si è rivelata terreno fertile pure per l'accesso alla sua parte più oscura e subdola, il dark web, come canale per l’approvvigionamento di armi anche da parte di minori».

«Stiamo vivendo un periodo senza precedenti» conclude il Generale La Gala. «Non credo che la civiltà moderna abbia mai affrontato simili scenari. Il mio appello è alla responsabilità. Con l’intensificazione delle somministrazioni di vaccino intravediamo la luce in fondo a questo tunnel. Dobbiamo resistere, rispettando le normative e dobbiamo farlo insieme, senza cedere alle vie apparentemente più semplici. Sono certo che assisteremo ad una ripresa. Le saracinesche torneranno a rialzarsi e con loro anche le speranze di dimenticare in fretta questo periodo di angosce. Nel frattempo l’Arma dei Carabinieri sarà sempre presente, dalla parte del cittadino».

venerdì 16 Aprile 2021

(modifica il 23 Marzo 2022, 13:01)

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Aeldus
Aeldus
1 anno fa

Forse era il caso di metterlo nel comitato tecnico scientifico così quelle teste di rapa che vogliono solo chiudere, si possono rendere conto che la malavita organizzata sta dietro le imprese come gli avvoltoi che attendo o la morte degli animali per spolpare le loro carcasse. Pdioti e 5 stalle andate a casa

comunisti col rolex
comunisti col rolex
1 anno fa

Francesco, sempre molto meglio dei comunisti finti con la Ferrari !!! Da ridere o piangere…