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Crisi del commercio, il sindaco scrive a Decaro e al Prefetto di Bari

La Redazione
Lettera inviata in seguito agli incontri con estetiste e parrucchieri, avvenuti nei giorni scorsi, e alle interlocuzioni con alcuni commercianti della città
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In seguito agli incontri con estetiste e parrucchieri, avvenuti nei giorni scorsi, e alle interlocuzioni con alcuni commercianti della città, il sindaco De Benedittis ha scritto al sindaco della Città Metropolitana di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, e al Prefetto di Bari, Antonia Bellomo, una lettera in rappresentanza del grave disagio che sta vivendo tutto il settore legato al commercio, a causa delle chiusure imposte per arginare la crisi pandemica.

«Settore salute e benessere, settore moda, settore Ho.Re.Ca., settore ambulante, settore accoglienza, da oltre un anno, continuano a subire chiusure a intermittenza o totali che hanno determinato notevoli perdite economiche che, ad oggi, non sono più sostenibili. Peraltro, col nuovo DL Sostegni, pochissimi riusciranno a prendere i cosiddetti ristori, che non sono stati adeguatamente valutati nelle precedenti manovre finanziarie, il cui orientamento è stato confermato in quest’ultimo  D.L.. 

Nello specifico, il settore salute e benessere (estetisti/e, parrucchieri/e ecc.) subisce, ancora una volta, la chiusura, dopo che, nei mesi scorsi, ha investito significative risorse economiche, per garantire, nei propri centri, la massima sicurezza di operatori e clinentela. Ad aggravare la situazione del settore è anche una diffusa concorrenza sleale praticata da chi, in violazione di legge, si reca nelle case dei clienti lavorando a nero. Considerate le significative misure di protezione adottate da parrucchieri, centri estetici e di bellezza, la categoria non ravvisa, come inderogabile, la necessità di protrarre la chiusura di tali attività, a fronte, peraltro, di crescenti forme di malessere e insofferenza. Gli operatori e le operatrici del Settore salute e bellezza chiedono, in modo del tutto condivisibile, di inserire tale categoria, per la specificità del proprio lavoro, in un programma immediato di vaccinazione.

Altrettanto insostenibile e drammatica è la situazione degli altri settori che, a gran voce, chiedono di riaprire, nel massimo rispetto delle misure di sicurezza. Difficile da comprendere è la chiusura del settore moda, che in sostanza, penalizza quasi esclusivamente abbigliamento e calzature per adulti. Difficile, ormai, da tollerare è anche la chiusura dei mercati, se si considera che, in generale, tali provvedimenti restrittivi, di fatto, non impediscono che la gente esca creando anche forme di assembramento. Altrettanto nota è la condizione di sofferenza del settore HO.RE.CA. e di tutto l’indotto economico collegato,  che è necessario fare ripartire. Riaprire in sicurezza è possibile e necessario, per continuare a garantire rispetto delle regole e collaborazione, da parte della popolazione. Piuttosto, è il momento di ripensare il programma delle priorità di vaccinazione: fatti salvi i soggetti, a vario titolo, fragili, gli operatori e le operatrici del settore commercio vanno considerati come priorità, in quanto segmento produttivo importante, in ogni città, finoggi, ampiamente penalizzato».

Il sindaco ha quindi chiesto a Decaro e al Prefetto di rappresentare le difficoltà di questi settori nelle sedi istituzionali competenti, «pur consapevole delle difficoltà generali, in cui le Istituzioni si trovano ad operare, a fronte di una situazione pandemica, inedita e quanto mai complessa».

giovedì 1 Aprile 2021

(modifica il 23 Marzo 2022, 13:05)

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X corato
X corato
1 anno fa

Spero che non sia un intervento di facciata. Poi sindaco le faccio una proposta. Perché non si fanno recuperare le spese dei rifiuti o ridurle del 50% quest’anno visto che nulla è stato fatto l’anno scorso e quest’anno sta continuando di ????? Sarebbe corretto secondo me..

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Ma di quali risorse parliamo?Personalmente ho visto solo saponi liquidi in plastica.Molti centri estetici e parrucchieri a Corato andrebbero chiusi proprio per scarsissima igiene.Solo po chi ,due o tre,hanno davvero investito Adottando in maniera attenta ,le misure per garantire protezione ai clienti.Lo confermo per il lavoro che faccio.