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Il bilancio del comitato feste patronali sui festeggiamenti per San Cataldo

La Redazione
Il comitato esce in ogni caso da questa ennesima esperienza organizzativa soddisfatto del lavoro svolto
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Tre giorni dopo la chiusura dei festeggiamenti per il Santo Patrono, il comitato feste patronali fa un bilancio della manifestazione, diviso tra l’intensità dei momenti religiosi e la scarsa disponibilità dei commercianti a sostenere economicamente la festa. 
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rn«Abbiamo trovato molte difficoltà – spiega Gennaro Patruno, componente del comitato feste patronali – a trovare aziende pienamente disponibili a fornire un loro contributo di idee e di servizi a favore di questa festa che non è del comitato, ma è dei coratini. Infatti, quando con il responsabile del comitato, Michele Patruno, abbiamo come di consueto fatto il giro delle aziende o degli esercizi commerciali di Corato, la disponibilità non è stata sempre massi-ma, a volte neanche minima».
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rnSino ad alcuni decenni fa, per la festa patronale esisteva realmente una piccola tassa cui nessuno poteva esimersi di versare
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rn«I nostri nonni, raccontano che esisteva una specie di tassa di proprietà legata al proprio mezzo di trasporto, infatti, i possessori del cosiddetto “train” cioè il carro trainato da uno o più cavalli usato per il lavoro nei campi, pagavano la metà di chi invece possedeva la “sciarrett” cioè il calesse, cioè un mezzo di tra-sporto per il passeggio. Certamente i tempi sono cambiati ed è utopia pensare al giorno d’oggi di utilizzare un simile sistema, ma se si vuole continuare a far vivere questa tradizione centenaria di Corato è necessario che tutti facciano la loro parte».
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rnIn alcuni casi la mancata contribuzione da parte di qualche commerciante o imprenditore ha avuto delle risposte che facevano riferimento a diverse situazioni.
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rn«Pur di non dare il contributo, qualcuno evidenziava il mancato asfalto, o dell’acqua o del gas, davanti alla propria azienda oppure di non essere un esercizio commerciale del Corso cittadino “quelli che guadagnano da questa festa”. Cosa centra tutto questa con la nostra festa è difficile capirlo. Uno può anche avercela con l’amministrazione comunale, con quelli del gas o dell’acqua, ma perché deve essere San Cataldo a “pagare”».
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rnIl comitato feste patronali esce in ogni caso da questa ennesima esperienza organizzativa soddisfatto del lavoro svolto.
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rn«Al di là di queste problematiche, importanti e necessarie, pensiamo di aver organizzato una festa patronale che ha saputo coinvolgere la cittadinanza e tutti gli emigranti tornati a Corato per l’occasione. Le tre processioni, la messa solenne pontificale e anche quelle all’interno del Chiostro comunale, hanno visto una grande presenza di fedeli, segno che la devozione verso il Santo esiste ed è forte».
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rnUn argomento che trova riscontro anche nelle parole del vicario zonale Don Cataldo Bevilacqua.

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«Come clero cittadino non possiamo che essere soddisfatti del bilancio religioso della festa, uno degli obiettivi che da anni ci eravamo posti era proprio di restituire alla festa il suo vero valore, senza negare che anche l’aspetto del divertimento e del clima festaiolo non possono mancare in un festa paesana legata alle tradizioni».

giovedì 24 Agosto 2006

(modifica il 14 Luglio 2022, 6:50)

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